Cosenza dice NO

Cosenza dice NO

“Giro in casa con in mano questo uncino ti ci strappo le ovaie e che cazzo me le cucino!”. “Non conservatevi, datela a tutti anche ai cani, se non me la dai io te la strappo come Pacciani”. Autore di questi testi è Fabri Fibra che, apprendiamo da un comunicato del Comune di Cosenza, si esibirà la sera del 31 dicembre a Cosenza. Fabri Fibra non è certo il primo cantante la cui ispirazione è ossessivamente legata a un immaginario misogino, sessista, omofobo e violento. E’ fra l’altro in ‘ottima’ compagnia: giornalisti, politici, intellettuali che nutrono il loro linguaggio di violenza contro le donne, producendo, riproducendo e veicolando senso comune, stereotipi e discriminazioni. Non percepire questo clima culturale, questo terreno in cui la violenza di genere si alimenta e prolifera, significa normalizzare la cultura dello stupro. Non si tratta di demonizzare, moralizzare o censurare: pensiamo che queste forme agiografiche della violenza non siano neutrali e non possano essere accettate ancora come libera espressione (di cosa?) o ‘autonomia artistica’. Chiediamo pertanto una scelta di campo netta: le istituzioni che formalmente si dichiarano contro la violenza di genere hanno una responsabilità ben precisa rispetto alle loro decisioni pubbliche. Chiediamo all’amministrazione comunale di ANNULLARE l’esibizione di Fabri Fibra. Chiediamo ai cittadini e alle cittadine di Cosenza di festeggiare un nuovo anno senza misoginia, sessismo, omofobia e violenza, perché nel 2018 ci rifiutiamo di accettare che “le ragazze sono così, sono tutte molto strane, si dividono in due gruppi: le mignotte e le puttane”.

Centro Antiviolenza Roberta Lanzino, Eos Arcigay, Mammachemamme, Nate a Sud, mov Marielle Presente Cosenza, Centro Women’s Studies, What Women Want la Calabria vista dalle donne.